Warning

Warning: If you are reading this then this warning is for you. Every word you read of this useless fine print is another second off your life. Don’t you have other things to do? Is your life so empty that you honestly can’t think of a better way to spend these moments? Or are you so impressed with authority that you give respect and credence to all that claim it? Do you read everything you’re supposed to read? Do you think every thing you’re supposed to think? Buy what you’re told to want? Get out of your apartment. Meet a member of the opposite sex. Stop the excessive shopping and masturbation. Quit your job. Start a fight. Prove you’re alive. If you don’t claim your humanity you will become a statistic. You have been warned. -Tyler (Fight Club 1999)

Are you sure you aren’t sleeping right now? Could this reality be just a dream or perhaps a nightmare? Are we a mere experiment of a highly evolved population?

So many unanswered questions. Only a few of us are really awake.

Fuck, I’m too damn lazy. Maybe next time.

 

 

 

Dormire

E poi ritrovarsi ogni giorno a pensare sempre alle cose che avrei potute fare meglio, a quello che non avrei dovuto sbagliare. Sentirsi sempre immobili, mentre gli altri vanno avanti. Guardare da lontano il battello che sta salpando e salutarli con nostalgia per poi tornare nell’antro buio. Rifare tutto daccapo. Paranoia. Ansia. Paranoia. Ansia. Flebile felicità. Paranoia. Ansia. Come il pendolo di Schopenhauer, così la mia vita si divide tra ansia e paranoia e a tratti rintocchi di felicità che, come una bomba atomica, non lascia che ombre impresse di oggetti e persone vissute sugli edifici. E’ la seconda legge della termodinamica. La felicità è caos, euforia, una tempesta, disordine puro di emozioni. Ma l’entropia deve essere controllata. Il caos diventa ordine, l’euforia calma nostalgica, la tempesta lascia spazio ad un limpido cielo e ogni emozione viene rimessa a suo posto, come se fossero contenute dentro un archivio per documenti, ognuna perfettamente catalogata, al suo posto. Poi si attende di nuovo quella sensazione e quando ritorna, il ciclo ricomincia e il pendolo continua a dondolare incessante. E’ quel voler trovare a tutti i costi uno scopo, sentire di appartenere a qualcosa, qualcosa che solo tu puoi capire. Girarsi attorno e non trovare nulla, una desolazione di desideri abbandonati, dimenticati, nessuno sguardo di comprensione, ognuno fine a se stesso. Sentirsi inutili e allo stesso tempo parte di un piano più grande di cui tutti siamo partecipi, in empatia con il tutto, con la mente illuminata. Guardarsi di nuovo attorno e chiedersi se anche gli altri sanno, capiscono. Nessuna risposta. Pensare di aver sbagliato di nuovo, perdere ogni fiducia nelle proprie convinzioni e ricreare di nuovo un pensiero che possa risollevare l’animo, illuderlo che ci sarà qualcosa di nuovo quando questo finirà, che il nostro fine ultimo non siamo noi stessi, ma tutti quanti. Prendere coscienza della realtà. Non capirò mai niente. Dormire.